COTOGNI (QUARTIERE)

quartiere Cotogni

Il toponimo Cotogni è antico e interessante. Due sono le idee principali sulla sua origine. La parola ai cronisti, anche se postumi.

Teodorico, abbenchè Roma beneficasse – racconta nel XVII secolo il postumo Paolo Bonoli – piantò la reggia in Ravenna, distribuendo il resto de’ goti nelle circonvicine città; onde in Forlì il borgo abitato da loro viene col nome di Gotogni sino a nostri tempi appellato.

Fibbia ostrogota in argento dorato rinvenuta in territorio forlivese. Forlì, Museo Archeologico “A. Santarelli”. Immagine tratta da un pieghevole divulgativo pubblicato dal Comune di Forlì.
Fibbia ostrogota in argento dorato rinvenuta in territorio forlivese. Forlì, Museo Archeologico “A. Santarelli”. Immagine tratta da un pieghevole divulgativo pubblicato dal Comune di Forlì.

Sempre nel 1600 Sigismondo Marchesi scrive: V’è chi dice che la bontà di Narsete si compiacque di perdonare a tutti li Goti, ch’erano nati in Italia, stimando poter chiamarsi italiani: onde nella città di Forlì, perché stavano tutti ristretti in un Borgo, che va verso Roma, stantechè avevano que’ Barbari in tanto odio il nome italiano, che mai non vollero mischiarsi co’ nostri, restò à quel Borgo all’hora separato dalla Città il nome loro, venendo detto Borgo Gottonio, il quale nome anche adesso conferma così serrato come sta dentro il recinto della città, chiamandosi Borgo de’ Gottogni.

Anche sulla guida del Casali del 1838 leggiamo …antica porta Gotogni, così chiamata perché nel borgo vicino e di quel nome abitò quella porzione di Goti, che nella distribuzione fatta dal loro re Teodorico, toccò in sorte alla città di Forlì.

E poi qualche leggenda che intreccia la nostra storia a quella dei famosi barbari che, senza dubbio si insediarono sulle nostre terre. La prima parla di Alarico e San Mercuriale. Il re ostrogoto fece schiavi ben 2000 forlivesi e se li portò in Spagna. Il vescovo forlivese li raggiunse e grazie ad un miracolo poté liberarli e ricondurli in patria. Da questa vicenda sarebbe poi nato il toponimo di Schiavonia. La seconda, racconta del matrimonio che Galla Placidia contrasse proprio col successore di Alarico: Ataulfo. Nulla di leggendario in un matrimonio conosciuto, se non nella scelta della sede: la forlivese chiesa di Schiavonia. Ma cosa sono le leggende? Spesso sfiorano la realtà proponendo elementi reali trasformati dalle situazioni e dalla fantasia.

L’antico fondo Cotogneto, inteso come terra delle mele cotogne e non dei Goti, piace di più ai contemporanei, che individuano in Borgo Cotogni un indiscutibile fitotoponimo. Questo bel nome fruttarolo…, poetizza l’arguto Giuliano Missirini. L’antica e accidentata Strada Maestra, racconta, si chiamò Borgo Pio. Poi fu Corso Vittorio Emanuele II, poi Ettore Muti, poi Costituente, e finalmente Corso della Repubblica. Pur restando e Borg d’i Bdogn. 

Una curiosità la raccogliamo ancora dal Bonoli che riporta un evento accaduto nel XIII secolo: (…) Frattanto i forlivesi posero assedio a Bagnacavallo ed edificarono Cotignola. …Fu dato il nome di Cotignola per esservisi mandati gli abitatori tolti da Forlì dal borgo de’ Cotogni, anticamente Gotogni. Cotignola una colonia del borgo Cotogni…? Forse, anche qui, affascina di più il profumo delle mele cotogne.

Voci correlate a quartiere Cotogni:

Due giugno 1946: Repubblica

Abbazia di San Mercuriale

Piazza Vittorio Emanuele (Piazza Saffi)

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