DA CAMPO DELL’ABATE A PIAZZA MAGGIORE (PIAZZA SAFFI)

Ad est dell’antico Foro di Livio, oltre il limite di un ramo fluviale che oggi non esiste più, sorse (nel V secolo?) il primo impianto della futura abbazia di San Mercuriale. E mentre la riva sinistra del corso d’acqua si trasformava nella corte del palazzo comunale (piazzetta XC Pacifici), quella di destra, proprio di fronte al sagrato, diventava il “Campo dell’Abate”. Sarà poi piazza Grande, Maggiore e quindi Vittorio Emanuele: la nostra moderna piazza Saffi.

“Piazza di Forlì in Romagna”. Sullo sfondo la linea del piano pare ancora disegnare il leggero alveo del fiume estromesso nel XIII secolo. Incisione di P. Romagnoli. Editore Gio Zecchi Bologna 1836. Raccolta privata.

Nonostante fosse ubicato oltre i limiti del foro romano, l’importanza di quell’appezzamento crebbe di pari passo con la fama della chiesa. A “farne le spese” furono la Cattedrale e il suo “campo”, il campo di Santa Croce, che videro gradualmente trasferire degli interessi civici e religiosi dall’attuale piazza Del Duomo all’attuale piazza Aurelio Saffi.

Un’ampia parte del Campo dell’Abate era diventata da tempo una comoda sede del mercato. Per questo e per altri motivi economici sorse tra il Comune e l’Abbazia una controversia che verrà risolta, grazie all’intervento di mediatori della Chiesa, nell’anno 1212. L’accordo prevedeva l’uso pubblico del campo per un secolo in cambio di una fornitura annuale di cera pari ad una libbra e altri “servizi”. Il contratto, che aveva l’opzione del rinnovo, doveva essere onorato nel marzo di ogni anno. La vecchia riva del fiume estromesso, anche se non nell’aspetto e nelle dimensioni attuali, divenne definitivamente area pubblica.

Piazza Maggiore, l’attuale piazza Saffi a Forlì. Cartolina spedita nel 1901. Raccolta privata.

In occasione dell’ottocentesimo anniversario di quello storico accordo, la città ha risposto con numerose iniziative culturali tra le quali la pubblicazione di un opuscolo commemorativo dal titolo: 1212-2012, gli ottocento anni della piazza di Forlì. La pubblicazione reca la traduzione dell’atto stipulato in quel 1212. Da quelle pagine è tratto il testo che riportiamo di seguito:
Nel nome del Signore.  Nell’anno dalla sua incarnazione milleduecentododici, il giorno ventidue del mese di dicembre, quindicesima indizione, nel palazzo del comune di Forlì.
A te, don Pietro, per grazia di Dio abate di San Mercuriale, in presenza e col consenso di don Placido, don Chiaro, don Clemente, tuoi confratelli e monaci del sopraddetto monastero, chiedo che sia concesso per contratto a me, conte Malvicino attuale podestà di Forlì per grazia di Dio, ricevente in nome e per conto del suddetto Comune e mio e dei rettori del Comune di Forlì che mi succederanno nell’incarico, il Campo comunemente detto dell’Abate, sul quale per antica e duratura abitudine si tiene il mercato, con le vie d’ingresso e di uscita e tutte le sue pertinenze, posto in Forlì, delimitato nel primo lato dalla strada maestra, nel secondo dal fiume, nel terzo dalle macellerie e dalla fila di case che va verso il monastero, nel quarto dalla fila di case che va verso la predetta strada maestra, al fine di averne il possesso, la tutela e la proprietà e garantirne la difesa ed ogni miglioramento, per cento anni a venire rinnovabili, in cambio di un censo che il Comune ed i rettori che si succederanno al suo governo dovranno versare a te, ai tuoi successori e al predetto monastero ogni anno nel mese di marzo o nel termine stabilito, una libbra di cera, così come sancito per iscritto a te per il suddetto monastero sulla base della deliberazione dei comuni arbitri per mano del notaio Guidone e che io prometto in nome del comune di versare.  E al momento del rinnovo tu prometti in nome tuo, dei tuoi successori e del suddetto monastero di rinnovare l’accordo con il Comune e con i miei successori che si avvicenderanno al suo governo, per la somma di venti denari ravennati. Se una delle due parti contravverrà a questo accordo, quella parte darà alla parte che risulterà invece fedele all’accordo, a titolo di risarcimento, duecento marche d’argento e, pagata o rimessa la cauzione, l’accordo rimarrà valido e potrà sempre venire impugnato finchè rimarrà valido.
Io Misio, per grazia di Dio notaio ravennate, ho sottoscritto e redatto questo atto, nella forma di cui sopra; e mi sia lecito, in nome del suddetto Comune, personalmente o tramite un mio delegato, entrare in possesso del suddetto bene comune, con tua autorizzazione e consenso; sono stati convocati ed hanno assistito al presente accordo i seguenti testimoni: il nobile Beneintendo, il nobile Martino, il nobile Tederico, giudici del Comune; Aldrovando, il nobile Vitale Bonfiglio, il nobile Giovanni, avvocato, e Pietro Bennoste.

Il Campo dell’Abate divenne così l’area più importante della città. Piazza Saffi divide la sua grande superficie tra i quartieri: RavaldinoSchiavonia San BiagioSan PietroCotogni.

Per saperne di più:

Luciana Prati e Sergio Spada (a cura di). 1212-2012, gli ottocento anni della piazza di Forlì.

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