
Teoderico il Grande, re degli Ostrogoti nato attorno al 454, fu inviato in Italia dall’imperatore Zenone per sottomettere Odoacre. Vittorioso, regnò in Italia risiedendo, tra l’altro, anche a Ravenna. Cercò la pacifica convivenza tra l’elemento germanico e quello latino, ma negli ultimi anni, convinto di essere tradito, mise in atto forti persecuzioni. Restaurò i monumenti romani pericolanti e costruì nuovi edifici pubblici. Morì a Ravenna nel 526.
Teodorico appare nella storia di Forlì soprattutto per aver riportato l’acqua all’assetata Ravenna ristrutturando l’acquedotto, costruito da Traiano, che attraversava il territorio forlivese. Di quell’antico acquedotto oggi non vi è più traccia. A suo ricordo rimangono però alcuni toponimi nel nostro territorio, primo fra tutti Pieve Acquedotto.
Quanto fosse importante l’acqua per Ravenna, lo capiamo da una lettera che proprio Teodorico destinò ai proprietari dei terreni che ospitavano i muri dell’acquedotto. In tale lettera chiedeva loro di estirpare le radici delle piante che aggredivano l’importante opera pubblica. Leggiamo un breve brano della traduzione di Luciana Prati tratta dal volume Flumen Aquaeductus: La particolare cura che abbiamo degli acquedotti ci ammonisce di amputare al più presto tutto ciò che crescendo può essere dannoso… Quelli che ora sono virgulti, nel caso che vengano trascurati diventeranno querce robuste… Perciò dovete tutti insieme darvi da fare… allora avremo acqua che lava e non acqua che sporca…
Ai Goti di Teodorico si attribuisce una delle ipotesi sulla nascita del toponimo Cotogni.
