
Vincenzo Brasini (1863–1887) era un giovane soldato Forlivese, membro del 3° Battaglione Coloniale inviato in Africa nel 1885. Morì nella battaglia di Dogali e fu insignito della Medaglia d’Argento al Valore Militare. A lui è stata intitolata una via.
Brasini risiedeva a Carpinello, circostanza che spiega perché la strada a lui intitolata attraversi i quartieri di Carpinello e Rotta, anziché quelli di Pianta–Ospedaletto o Spazzoli–Campo di Marte, dove si concentra la maggior parte delle vie dedicate alla memoria della storia coloniale.
La proposta di intitolazione comparve nel verbale della Commissione Toponomastica del 17 gennaio 1964, con la nota di: via già esistente. Questo suggerisce che la strada fosse già stata intitolata al forlivese nonostante non sia stata trovata alcuna documentazione ufficiale in tal senso.
Nonostante le direttive governative e le delibere comunali emanate nel secondo dopoguerra ufficializzassero l’incompatibilità della memoria fascista e di quella coloniale con la nuova politica italiana e forlivese in materia di toponomastica, il nome di Brasini fu inserito nella segnaletica stradale. Brasini, ovviamente, non poteva essere fascista. Aveva partecipato a una guerra coloniale che, oltre a precedere il fascismo, apparteneva a una stagione politica e militare diversa.
La sua giovanissima età (24 anni), unita al sacrificio della vita, con molta probabilità giustificarono l’elusione delle norme di carattere politico che negavano l’intitolazione di una strada alla sua menoria perchè legata, appunto, alla colonizzazione. Anche la tempistica della proposta toponomastica, che porta la data del 1964, è degna di nota. In quel tempo l’invasione territoriale in Africa aveva iniziato a essere riletta nei termini appropriati di aggressione e dominio coloniale. Vogliamo quindi interpretare la decisione della Commissione toponomastica di intestare la via a Brasini come un omaggio al sacrificio di un giovane, un ventiquattrenne, un forlivese, mandato a combattere e morire per un vaga illusione espansionistica coloniale.
Vincenzo Brasini è commemorato da una lapide affissa sotto l’androne di accesso al palazzo comunale di Forlì assieme a Giovanni Albonetti e Gaetano Bedei.
