ROTTA (QUARTIERE)

Divisione dei quartieri valida fino al 30/09/2015. Mappa di base tratta dal sito ufficiale del Comune di Forlì: www.comune.forli.fc.it. Elaborazione grafica Forlipedia.
Divisione dei quartieri valida fino al 30/06/2021. Mappa tratta dal sito ufficiale del Comune di Forlì: www.comune.forli.fc.it.

Toponimo frequente in Italia, il Pellegrini su Toponomastica Italiana suggerisce: Rottanova (PD), Vo de Rotta (VI), Derrota (VR). A Forlì abbiamo alcuni esempi: il medievale Burgus Rupte, oggi scomparso ma individuabile presso i Romiti nelle vicinanze del fiume Montone verso San Varano, e l’antica Porta della Rotta, in fondo via Palazzola.

Ma il nostro quartiere Rotta? Sigismondo Marchesi, cronista secentesco, scrive che nel VI secolo il territorio di Forlì fù campo alle glorie di Narsete; poiche racconta il Rossi, che, prima che riducesse al nulla la potenza de’ Goti, li superò sul Forliuese in vna battaglia campale vicino alla villa di S. Niccolò, la quale senza dubbio in tal memorabil fatto mi persuado, che acquistasse il nome della Rotta, col quale s’è poi sempre chiamata, e tutta via si chiama. Sempre secondo il Marchesi nella battaglia della Rotta, fu rasa al suolo la fortificazione che oggi ricordiamo nel toponimo Castellaccio. Una battaglia, quindi, che determinò una rotta.

Il Polloni su Toponomastica Romagnola parla di rupta via nel significato di via aperta con un varco, specialmente nel bosco: rompere la selva. Molto interessante. La selva potrebbe essere di Carpini: gli alberi che hanno determinato il toponimo Carpinello.

Una curiosità. La “rotta” che prende una nave, ha probabilmente la stessa origine. Prendere una rotta come prendere una via, una via rupta: la via aperta …rompendo un bosco.

Sempre Antonio Polloni parla di terra rotta, in contrapposizione a terra soda, e Antonio Quarneti riconosce in terra rupta, dissodata dall’aratro, l’origine nel toponimo Rotta in località Sarna. Molto allettante è sapere che nel nostro quartiere esiste un podere denominato Rotto.

Fu il fiume Ronco a causare la rotta che noi preferiamo. Preferiamo senza però escludere le ipotesi precedenti. Oggi il Ronco non passa alla Rotta, ma una volta ne bagnava le terre. Il fiume creò un nuovo corso rompendo gli argini e devastando la campagna circostante. Forse, quella volta il fenomeno fu particolarmente significativo e localizzabile, tanto da diventare un vero punto di riferimento. La strada si ferma alla rotta. Alla rotta hanno radunato i militari. Ci vediamo alla rotta. E Rotta fu.

L’instabilità del corso d’acqua trovò una soluzione solo quando l’uomo lo incanalò nel tracciato dell’antico acquedotto, mentre il suo vecchio alveo è da ricercarsi parzialmente nello scolo Fiumicello. La presenza del nuovo tracciato del Ronco sul territorio ci da l’opportunità di avanzare alcune ipotesi sulle origini dei toponimi Durazzano, Durazzanino e Sisa.

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