18 e 19 AGOSTO 1944, PER NON DIMENTICARE: CORBARI, VERSARI, CASADEI, SPAZZOLI

di Antonio Spazzoli

All’alba del 18 agosto 1944 una formazione mista di SS e militi del famigerato battaglione IX settembre, condotta sul posto da un traditore, sorprese nel sonno a Ca’ Cornio di Tredozio, nell’Appennino tosco romagnolo, il comandante partigiano Silvio Corbari, il suo vice Adriano Casadei, Arturo Spazzoli e Iris Versari. Per loro non ci fu scampo.

Silvio Corbari, Adriano Casadei, Iris Versari, Arturo Spazzoli, Tonino Spazzoli.

Iris Versari si sparò per non essere catturata, Arturo Spazzoli fu falciato e ferito gravemente da una raffica di mitra mentre cercava di scappare da una finestra, Casadei che era riuscito a fuggire tornò indietro per aiutare Corbari che era caduto sbattendo la testa. Entrambi furono catturati. Spazzoli, che si lamentava per il dolore, fu ucciso durante il trasporto con una treggia, una slitta in legno trainata da animali, verso Castrocaro. Con lui fu ucciso Sante Piani il contadino che guidava la slitta. Casadei e Corbari giunsero invece vivi a Castrocaro dove fu velocemente istruito un processo sommario terminato con una condanna a morte immediatamente eseguita per impiccagione. Nel tardo pomeriggio del 18 i cadaveri dei quattro ragazzi, tutti ventenni, vennero portati a Forlì e appesi, come ulteriore atto di sfregio, ai lampioni di Piazza Saffi. Col preciso intento di terrorizzare la popolazione vennero lasciati in quel luogo per due giorni.

La “banda Corbari” era una leggenda per la gente di Forlì e Faenza: per le audaci azioni militari compiute, come ad esempio la liberazione temporanea di Tredozio ma, soprattutto, perché per i nazifascisti erano diventati una beffa e una presa in giro. La situazione, ormai intollerabile, determinò l’acquartieramento del battaglione IX settembre a Castrocaro proprio per reprimere i gruppi partigiani.

La storia del battaglione Corbari-Casadei si intreccia drammaticamente con quella di Antonio “Tonino” Spazzoli, fratello maggiore di Arturo. Tonino, repubblicano e mazziniano, ardito pluridecorato della Prima guerra mondiale, era nel tempo diventato un importantissimo punto di riferimento della Resistenza romagnola assieme, tra gli altri, al socialista avvocato Nanni di Santa Sofia, all’azionista avvocato Angeletti di Forlì e al civitellese Leandro Arpinati che, trasferitosi a Bologna, divenne podestà e importante gerarca fascista, ma poi nel 1934 si dissociò dal regime mussoliniano. Attraverso una fitta rete di amicizie e rapporti personali, Spazzoli, in continuo contatto con i comandi alleati, si occupava principalmente della raccolta di informazioni e di supporto alle formazioni partigiane che operavano nella zona. Molto stretto era il rapporto con la brigata Garibaldi Romagna (poi 8a brigata Garibaldi) e col battaglione Corbari Casadei, ma anche con altre due brigate Garibaldi: la 36ma Bianconcini e la 28ma Gordini. Con queste organizzò aviolanci e sbarchi materiale militare lungo la costa romagnola. Collegato alla struttura Ori di Raimondo Cravero per le comunicazioni con gli alleati il gruppo utilizzavana radio ricetrasmittente clandestina. Radio Zella, questo il nome in codice, era sbarcata dal sottomarino Platino in prossimità di porto Garibaldi con un team di tre persone al comando del ravennate Antonio Farneti. Fu proprio utilizzando la possibilità di comunicazione offerta da radio Zella che si riuscì  a organizzare, in due distinte missioni, tra il novembre 1943 e il maggio 1944, il trasferimento oltre il fronte di circa 30 altissimi ufficiali inglesi evasi dai campi di prigionia dopo l’8 settembre 1943. All’operazione aveva partecipato, facendo da guida alla seconda fuga, anche Arturo Spazzoli che fu poi reclutato dalla OSS statunitense. Questa operazione ampiamente riportata nel libro La Romagna e i generali inglesi vide la partecipazione totalmente disinteressata di moltissime persone della Romagna e delle Marche.

In modo assolutamente casuale, alla metà di luglio del 1944, una pattuglia tedesca che perlustrava la campagna faentina alla ricerca di cibo, s’imbattè a Pieve Cesato nel nascondiglio di radio Zella. Il marconista “Zanco” fu arrestato. Fu proprio Zanco che indicò Tonino Spazzoli come il suo referente. Dopo alcuni giorni le SS e i militi della Rsi riuscirono ad individuare e catturare Spazzoli. Insieme a lui furono arrestati altri quattro componenti della famiglia Spazzoli: suo figlio Aroldo, la sorella Itala con la figlia Franca Ferrini e il nipote Gino Casali.

Per cercare di liberare Tonino dal carcere di Forlì dove veniva crudelmente torturato, il giovane Arturo, che ormai operava in clandestinità come agente della Oss statunitense, contattò il gruppo di Corbari. Il piano prevedeva un assalto alle prigioni di Forlì per farlo evadere. Purtroppo le notizie che arrivavano da via Della Rocca raccontavano di un Tonino Spazzoli ormai devastato dalle continue torture alle quali, per altro, resistette senza mai rivelare i nomi dei componenti della rete. Data l’impossibilità di poterlo trasportare il piano venne abbandonato e Corbari, Casadei, Spazzoli rientrarono alla base di Cà Cornio, dove già si trovava Iris Versari, andando incontro alla tragica fine del 18 agosto 1944. Il 19 agosto, il giorno successivo alla loro morte, Tonino Spazzoli venne caricato sul cassone di un camion e fu portato in piazza Saffi al cospetto del corpo del fratello ancora appeso al lampione. Successivamente il camion prese la strada che che unisce Forlì a Ravenna e giunti all’abitato di Coccolia, dove Tonino era nato, fu gettato sul ciglio della strada e ucciso a colpi di pistola.

Il cippo di Tonino Spazzoli nei pressi di Coccolia, il luogo dove fu ucciso.

Ancora oggi Tonino e Arturo Spazzoli, Silvio Corbari, Adriano Casadei e Iris Versari sono ricordati dalla gente di Romagna come eroi e ogni anno in diverse località prendono vita cerimonie di commemorazione tutt’ora molto partecipate. Ai quattro partigiani fu attribuita, postuma, la medaglia d’oro al valore militare. Al giovane Arturo ex allievo dell’Accademia dell’Aeronautica Militare è anche intestata la base dell’Aeronautica che si trova a Forlì in via Solombrini.

Bibliografia:

Per ulteriori approfondimenti è possibile consultare il sito internet www.fratellispazzoli.it

Maurizio Gioiello, Mario Proli, Antonio Spazzoli, Gabriele Zelli. Un Taccuino per una Vita. Pensiero e azione di Tonino Spazzoli. Associazione culturale Tonino e Arturo Spazzoli. Edit Sapim. Forlì, 2025.

Chi fosse interessato può contattare l’Associazione Tonino e Arturo Spazzoli all’indirizzo mail associazionespazzoli@gmail.com

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