LA CASA DEL BALILLA

Liceo Classico “G.B. MORGAGNI Forlì. Classe 3 A/Classico. Anno scolastico 2022/23
Progetto P.C.T.O.: Ricerca storico-artistica sull’edificio della ex Gil sito in viale Della Libertà a Forlì per la piattaforma culturale del sito Forlipedia. In collaborazione con Associazione Atrium.
Completano il progetto:
L’O.N.B., Renato Ricci e l’architettura sportiva
La Casa del balilla nel dopoguerra
Viale Della Libertà
Tutor scolastico: prof.ssa Rossella Savelli
Tutor aziendale: Marino Mambelli

di: Filippo Soprani, Enea Balbi, Aimone Bacchi, Riccardo Scheda, Samuele Arpinati, Francesco Casadei

La casa del balilla dell’Onb poi Casa stadio della Gil. Viale Benito Mussolini, oggi viale Della Libertà. Cartolina. Raccolta privata.

IL PROGETTO DALLA CASA DEL BALILLA

Realizzato su commissione e finanziamento della Presidenza Opera Balilla e del Comune di Forlì, il progetto della Casa del Balilla Arnaldo Mussolini (poi Casa stadio della Gil) venne affidato a Cesare Valle, ingegnere, architetto e urbanista romano.

Casa del balilla dell’Onb, poi Casa stadio della Gil di Forlì. Planimetria del piano rialzato.

L’edificio, costruito tra il 1933 e il 1935, è un forte esempio del linguaggio razionalista. Osservandolo dall’esterno si notano linee geometriche profondamente equilibrate e volumi molto semplici, con una struttura a tetto piano, spazi porticati e grandi finestre a nastro. Svetta dal complesso architettonico la torre, alta 30 metri, che riporta in cima l’iscrizione del giuramento della Gioventù Italiana del Littorio. Il progetto di Valle, con la sua destinazione a centro culturale e sportivo, assume un carattere funzionale. Carattere che si rispecchia in un edificio polivalente che, come si legge nel n. 7 della rivista Architettura diretta da Marcello Piacentini: può considerarsi, per la sua complessa organizzazione planimetrica, come un esempio di sede O.N.B. veramente completa e perfetta.
Valle creò una pianta a ferro di cavallo i cui ambienti furono suddivisi in tre blocchi principali: il cinema-teatro, la palestra e la piscina, oltre all’ambiente della biblioteca e degli uffici amministrativi, posti nell’abside a sud della pianta dell’edificio. In questa maniera si condensarono in un unico edificio due poli diversi e complementari: quello sportivo e quello culturale ai quali furono destinati anche ingressi autonomi.

IL POLO SPORTIVO

L’ingresso principale del complesso sportivo è sull’attuale viale Della Libertà. Dalla parte posteriore, quella che si affianca a via Guglielmo Marconi, si può accedere ad un’area verde attrezzata di circa due ettari. Salendo una breve scalinata si accede alla palestra all’aperto: di forma rettangolare, pavimentata e delimitata sul lato esterno da un porticato. Attorno alla stessa si sviluppa il polo sportivo vero e proprio dell’edificio. Il complesso architettonico è costituito dalla piscina interna, dalla sala scherma, dalla palestra e dagli spogliatoi. Ancora oggi l’edificio è, parzialmente, un importante centro sportivo nella città di Forlì, ma gli ambienti interni hanno subito ingenti trasformazioni.

La piscina. Oggi al suo posto è presente una palestra.

La piscina, oggi sostituita da una palestra, aveva dimensioni 25×12 metri ed era rialzata rispetto al livello del terreno. In una balconata sopraelevata si trova ancora oggi la tribuna per accedere alla quale si attraversano alcuni ambienti di servizio. Una delle pareti esterne possedeva un’ampia vetrata in ferro. Gli infissi adottati, brevettati come Ferrofinestre, erano realizzati dalla ditta Curtisa (Curti S.A.) di Bologna ed erano costituiti da intelaiature tubolari dotate di cerniere che permettevano una completa apertura, operata a mano o tramite motorino elettrico, consentendo di godere della caratteristiche di una piscina all’aperto nelle giornate estive. Simmetricamente alla piscina si trova l’ambiente della palestra, anch’esso dotato di una grande vetrata. Recava sulla parete più lunga le insegne e alcuni inni dell’Opera Nazionale Balilla a scopo propagandistico. A lato della palestra, in un piano superiore, si trova un pianerottolo adibito a tribunetta per il pubblico. E’ raggiungibile attraverso una scala elicoidale realizzata in un unico blocco. Dietro la palestra, ma di dimensioni più modeste, si trovava la sala da scherma oggi semplicemente palestra. La parte sportiva era completata da uffici e da ambienti medici.

La palestra. Sullo sfondo la scala a chiocciola che porta alla tribunetta.

IL POLO CULTURALE E LA ZONA AMMINISTRATIVA

Dotata di un proprio ingresso posto sotto l’imponente torre, la zona culturale si distribuiva sostanzialmente in due spazi: quello del cinema teatro e quello degli uffici-biblioteca nel corpo absidale. Durante il periodo della costruzione della Casa Stadio l’istruzione giovanile assunse una dimensione marziale e i progetti degli edifici che ne furono sede tendevano alla romanità classica e al monumentalismo. Il cinema teatro con capienza di 800 posti aveva il vanto di essere uno degli impianti più all’avanguardia d’Italia.

Il cinema teatro.

LA TORRE

Il giuramento che vincolava tutti gli iscritti alla Gil; dai 6 ai 21 anni. Foto Forlipedia.

L’elemento che permetteva di identificare l’intera struttura della Casa del Balilla all’interno del contesto urbano e nel Viale Mussolini era certamente la torre. Questa struttura, che con i suoi 30 metri di altezza sovrasta tutt’ora la costruzione, non aveva finalità sportive o culturali. La sua era una funzione simbolica: celebrava infatti il fascismo e commemorava Arnaldo Mussolini, fratello del duce, al quale la Casa del Balilla era intitolata. La torre al primo piano ospita una scala di collegamento agli ambienti, ma a partire dal secondo piano è completamente vuota. Tale soluzione fu scelta per contenere il sacrario votivo dedicato ad Arnaldo. Il suo busto era illuminato da un’alta vetrata posta sul fianco della torre sul lato sud fin quasi alla sommità. Della scultura oggi è rimasto solo la stele.
Importante ed evidente segno propagandistico, fu il giuramento del balilla che fu collocato su due lati in cima alla torre. Si trattava della formula che ogni bambino (a partire da 8 anni) una volta iscritto all’Opera Nazionale Balilla doveva pronunciare per mostrare la propria fedeltà al duce e al fascismo. Parla di fedeltà e di sangue da versare. Essa recita: Nel nome di Dio e dell’Italia giuro di eseguire gli ordini del duce e di servire con tutte le mie forze e se necessario col mio sangue la causa della rivoluzione fascista. Il giuramento, un tempo scritto in lettere di marmo, venne “abbattuto” alla caduta del fascismo. Ma l’impronta rimase leggibile. Durante il restauro del 2010 fu deciso di conservare quell’impronta così com’era, come la Storia l’ha portata fino a noi. E di non restaurarla. La scelta fu motivata dal fatto che anche la sua demolizione è un’importante testimonianza del nostro passato. Una traccia di ciò che ha portato l’Italia ad essere una Repubblica basata sulla democrazia.

Bibliografia:
Mario Pagano. Casa del Balilla di Forlì In Architettura, Rivista del sindacato nazionale fascista Architetti. Luglio 1936.
AA. VV. Cesare Valle. Un’altra modernità: architettura in Romagna”, catalogo della mostra. Bononia University Press, 2015.
Crediti foto:
Dove non scritto diversamente: Rivista Architettura, luglio 1936.

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