CASTIGLIONE (QUARTIERE)

Castiglione
Mappa di base tratta dal sito ufficiale del Comune di Forlì: www.comune.forli.fc.it. Elaborazione grafica Forlipedia.

 

I Castiglione sono numerosi in Romagna (e in Italia). A Verghereto, Cesena, Cervia, Ravenna, Brisighella, Forlì… Per loro, da quanto leggiamo nei testi non specializzati, l’origine del nome parrebbe essere Leone, ovvero Castel Leone. Per tutti. Anche il nostro Castiglione appartiene alla lunga schiera dei potenti. Il suo stemma lo conferma: un leone rampante, con la coda ripiegata verso la schiena e la testa in profilo. Il re della foresta è il più nobile animale del blasone: simboleggia la forza, il comando, la grandezza. Averlo nello stemma è un grande onore. Una bella carta d’identità. Ma erano proprio tutti, …tutti Castel Leone? Tutti grandi e potenti? …Tutt’altro!
Sul Polloni leggiamo: Castiglione: …nel latino medievale “castellio -onis”, alterato diminutivo diffusissimo da castillum, piccolo castello o borghetto. Tutti piccoli, quindi. Rivellini, torri fortificate, avamposti, borghi circondati da fossati. E il temuto, forte e potente Castel Leone? Si trova in certi cronisti medievali “Castrum Leonis” (castello del leone) vezzo poetico provinciale. Suggerito dal romagnolo al’iò, leone!: cast-aglione. Il dialettologo Ercolani traduce castello in castel e leone in aljon, lion.

Vincenzo Coronelli (1650 - 1718). Territorio della Città di Forlì, particolare. Raccolta privata.
Vincenzo Coronelli (1650 – 1718). Territorio della Città di Forlì, particolare. Raccolta privata.

Viaggiamo a ritroso alla ricerca delle radici del “nostro” toponimo. Per noi la macchina del tempo è la carta ingiallita. Castiglione (quartiere, 2004), Castel Leone (mappa del Coronelli, 1696), Castigloni (Descriptio Romandiole, 1371), Castro Lioni (Libro Biscia, 1186), Castiliuni (Libro Biscia, 1178).
Fra tanti Castiglione qualche vero e possente Castel Leone ci sarà anche stato, ma con tutta probabilità non è il caso del nostro antico fortilizio. Del castello di guardia, eretto (X secolo?) in zona di confine, conteso, demolito e ricostruito da forlivesi e faentini, oggi non vi è più traccia. Sul volume 2 di Rocche e Castelli di Romagna leggiamo: Il castello si trovava sull’erta collina, chiamata Castellaccio, presso le suggestive sorgenti del rio della Cosina, sovrastante la casa colonica Rodolfa; lavori agricoli hanno disperso qualsiasi traccia delle sue fortificazioni.

(Marino Mambelli)

Per saperne di più:
Chiara MazzaFuori dalle Mura. Editore S.P.I. – C.G.I.L. Forlì. Con il Patrocinio del Comune di Forlì. 2003.

 

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