CAVA (QUARTIERE)

Cava
Mappa di base tratta dal sito ufficiale del Comune di Forlì: www.comune.forli.fc.it. Elaborazione grafica Forlipedia.

Numerose ed interessanti sono le ipotesi sulla nascita del toponimo “Cava”. La soluzione alla quale diamo certamente più credito è quella che esaminiamo a conclusione della scheda.

La strada cava, la cui presenza si rileva in molti luoghi d’Italia, è spesso indicata in toponomastica come l’antica via lastricata romana che ha conosciuto l’abbandono e l’incuria in seguito alle invasioni barbariche. Il significato è di strada incassata, infossata, incavata, sprofondata: causa il dilavamento delle acque meteoriche, ma anche dei furti di materiale lapideo, eccellente per le costruzioni dei privati.
Si può addirittura azzardare che la strada cava fosse la stessa via Emilia che in quel punto appariva particolarmente avvallata e acquitrinosa. Non a caso a poca distanza troviamo la via Padulli e in antichi atti notarili la località Lacuna Cava.

Non è possibile tralasciare l’idea, perché diffusa, che l’origine possa essere legata alla presenza di una cava, nel senso di luogo dove i cavatori estraevano materiale. Tale cava potrebbe essere localizzata nella zona artigianale del Quattro, dove i più anziani ricorderanno la presenza della discarica della Nettezza Urbana (gli spazzini), a riempimento di una depressione del terreno. E’ però una soluzione difficilmente condivisibile. In una terra colma di cave di argilla come Forlì, la possibilità che la presenza di una cava possa caratterizzare un luogo tanto da originare un toponimo è veramente remota.

E’ il termine latino cava: fossato di confine e cavea cavità l’origine più interessante del toponimo che indica il quartiere Cava. La soluzione nasce da uno studio condotto sul toponimo Cerchia, un nome ben conosciuto dai forlivesi, ma localizzato all’esatto opposto della città. E quando diciamo esatto opposto non scherziamo affatto. Ma a questo punto, per saperne di più, è necessario consultare la scheda dedicata alla Cerchia, la grande opera idraulica che consentì la bonifica dell’area forlivese. Diciamo solo che la via Cava fu, con molta probabilità, la strada di servizio della cava, cioè del grande fossato di confine (cavea): un confine molto particolare ed importante nella storia della nostra città.

(Marino Mambelli)

La chiesa di Santa Maria Ausiliatrice nel quartiere Cava durante la costruzione. Raccolta privata.

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