MAESTRO LOMBARDINO DA RIO PETROSO

di Marino Mambelli

Maestro Lombardino da Rio Petroso (Riopetroso, Ripetrosa) è un personaggio molto importante nella storia culturale e religiosa della città di Forlì, eppure nelle narrazioni locali la sua immagine risulta spesso secondaria. Due sono fondamentalmente i motivi. Il primo è certamente la carenza di informazioni sulla sua vita e il secondo è la straordinarietà dell’episodio che lo volle coinvolto ma che lo relegò inevitabilmente in secondo piano. Stiamo parlando dell’evento religioso più importante della storia forlivese: il miracolo della Madonna del Fuoco.

Immagine tratta dalla rivista “La Madonna del Fuoco”. Febbraio 1927.
La miracolosa immagine della Madonna del Fuoco. La xilografia si salvò dall’incendio che nel 1428 devastò la scuola di maestro Lombardino. Forlì, Cattedrale di Santa Croce.

Il 4 febbraio 1428, nella scuola di Maestro Lombardino, un’antica xilografia con la rappresentazione della Madonna con Bambino e Santi, si salvò dalle fiamme di un incendio devastante. L’immagine, che al momento del rogo si trovava appesa ad un muro, diventò il culto religioso più longevo e sentito della città di Forlì e di molti centri limitrofi. Oggi il prezioso foglio è custodito in Duomo. Sempre in Duomo le è stata dedicata una ricca cappella, mentre al posto del fabbricato scolastico divorato dal fuoco fu costruito, nella prima metà dell’800, un edificio religioso: la Chiesina del Miracolo.

Lombardino insegnava a Forlì nella scuola ubicata nell’attuale via Leone Cobelli nel quartiere Schiavonia – San Biagio. Proveniva da Ripetrosa, un piccolo villaggio di Valbona tra Santa Sofia e Bagno di Romagna. Oggi Rio Petroso appartiene al Comune di Bagno di Romagna. La prima testimonianza dell’esistenza della località pare essere del XII secolo, mentre la citazione di un castello e di una chiesa risalgono al secolo successivo. Se nel Cinquecento il paese era abitato da alcune centinaia di persone, negli anni Sessanta se ne potevano contare poco più cinquanta. Oggi è completamente diroccato e disabitato, ma è molto popolare tra i frequentatori del trekking e della mountain bike.

Nella seconda metà dell’Ottocento l’abbate Domenico Bolzoni raccontò che il nome del maestro di Rio Petroso era Lombardino Brusi. Ne nacque un caso. Perchè Brusi? Poi Adamo Pasini, nel ’36, chiarì l’equivoco dando la colpa a una lettura errata. Si trattava di un errore – spiegò– nato dal modo di leggere le parole del cronista il quale dice che la scuola di Lombardino “brusò”, quindi bruciò la notte fra il 4 e il 5 febbraio.

La scuola del maestro Lombardino brucia. Particolare di un santino ispirato ad una incisione d’epoca. Raccolta privata.

Lombardino, uomo per dottrina assai commendevole e molto da bene, ogni sabato sera faceva pregare e cantare lodi ai suoi scolari di fronte all’immagine della Madonna che, vogliamo ricordare, in quel momento non era ancora la “Madona del Fuoco”. L’immagine era attaccata ad una tavoletta di legno ed era appesa al muro. A descrivere questo piccolo rito religioso è Giovanni Pansecco in un famoso panegirico il cui testo originale andò disperso durante il periodo napoleonico. Pansecco fu allievo di Lombardino nella scuola bruciata e spettatore del miracolo in quel lontano 1428. Dopo l’incendio, maestro Lombardino scomparve dalla scena. Se ne andò. Non si sa se di spontanea volontà o perché incolpato dell’accaduto.

Rimane un quesito fondamentale: fu lui a portare l’immagine sacra in quella scuola? E se sì, come fece il maestro a venire in possesso della xilografia che oggi sappiamo essere una delle più antiche che si conoscano? Qualcuno ipotizza che la madonna con Bambino e Santi fosse collocata in altro luogo e che il maestro, trasferendosi nella scuola di Forlì, se sia portata con sé. In questo caso la figura di maestro Lombardino da Rio Petroso nell’evento del miracolo della Madonna del Fuoco diventerebbe tutt’altro che secondaria. Perchè, sottolinea ancora Adamo Pasini ricordando le odi di ogni sabato sera nella classe: il canto dei fanciulli è sempre una bella nota e nella scuola il canto porta letizia, varietà e sollievo. Onde non si saprebbe lodare abbastanza il maestro per questo suo metodo che vale un intero trattato di Pedagogia […] Quella preghiera tornò gradita alla Vergine.

Bibliografia:
Paolo Bonoli (1630 – 1670). Storia di Forlì. Tipografia Bordandini. Forlì, 1826.
La Madonna del Fuoco 4 febbraio 1927
Giovanni di Mastro Pedrino. Cronica del suo tempo (1411-1464), a cura di G. Borghezio a M. Vattasso, con note storiche di Adamo Pasini. Città del Vaticano, 1929 – 1934.
Sergio Fabbri. La Madonna del Fuoco di Forlì fra Storia, Arte e Devozione. Quaderni degli Studi Romagnoli. Stilgraf. Cesena, 2003.
Marino Mambelli. Dietro la Facciata, Forlì Raccontata dai suoi Palazzi. Edizioni Graficamente. Forlì, 2016.

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