IL PALAZZO DELLA MISSIONE

Il palazzo della Missione, poi Morgagni, degli Studi e della Provincia. Cartolina spedita nel 1916. Raccolta privata.

Il 30 settembre 1713 in piazza San Pellegrino, oggi piazza Morgagni, ebbe inizio, a spese del cardinale Fabrizio Paulucci di Forlì, la costruzione di un maestoso palazzo. L’edificio fu donato ai Padri della Missione che subito lo abitarono.

La Congregazione della Missione fu fondata a Parigi nel 1625 da Vincenzo De Paoli per la predicazione tra la gente di campagna e la formazione del clero. Nel 1633 fu approvata dal papa Urbano VIII. La sede forlivese conoscerà le soppressioni napoleoniche e in seguito ospiterà numerose istituzioni amministrative e culturali cittadine. Attualmente è la sede della Provincia di Forlì – Cesena.

Sistemazione del piano terra del palazzo della Missione nella seconda metà dell’800.

Non si conosce il nome del progettista, ma si sa che nel 1770 fu realizzato un ulteriore innalzamento che dotò l’immobile del quarto piano fuori terra. La cappella interna è invece attribuita a Giuseppe Merenda (1687-1778). Sono dei primi anni ’70 dell’800 parziali restauri, la realizzazione con strutture lignee del camminamento coperto al piano primo sul lato di via Miller (oggi non più esistente) e il raddoppio della sala grande dell’allora biblioteca.

Con le soppressioni napoleoniche i Padri della Missione furono cacciati e l’immobile divenne una caserma. E tale rimase per anni anche dopo la Restaurazione pontificia. Divenuto di proprietà del Comune nel 1815, fu trasformato in sede degli studi e delle arti. Qui furono collocate le scuole del Ginnasio comunale e quelle istituite nel 1764 dal benefattore Cesarini Mazzoni. L’insegnamento era quello di belle lettere, filosofia, matematica, anatomia e fisiologia, istituzioni mediche, istituzioni civili e canoniche, sacra teologia, disegno, figura e ornato, architettura, incisione, violino. La biblioteca si insediò nel 1836, mentre la pinacoteca nel 1938. Alla data del 1871 Ginnasio e Liceo risultano collocati al piano terreno, mentre al piano primo erano presenti la biblioteca e la pinacoteca. Al terzo piano vi erano alcune scuole tecniche e il gabinetto di Fisica e al quarto il “Regio Istituto Tecnico” fondato nel 1860 da Luigi Carlo Farini, governatore delle Regie province dell’Emilia. Negli anni successivi furono avviati i corsi di Fisica – Matematica e Commerciale – Amministrativa. Nel 1863 iniziò l’attività la sezione di Agrimensura e Agronomia. Era nato il primo “palazzo degli studi” forlivese.

Salvino Salvini. Monumento a Giovan Battista Morgagni collocato nel cortile del palazzo della Missione nel 1875. Cartolina spedita nel 1918. Raccolta privata.

Sempre negli anni ’60 dell’800 fu realizzato nella torretta del palazzo l’Osservatorio Meteorologico, una moderna istituzione che una decina d’anni più tardi entrerà a far parte della Rete Meteorologica Nazionale. Un dato risalente i primi decenni del ‘900 indica che le rilevazioni venivano effettuate tre volte al giorno e che i dati venivano inviati a Roma ogni 10 giorni. Si consideravano: pressione barometrica, direzione del vento, stato del cielo, temperatura, direzione delle nubi, quantità di pioggia, temperatura minima e massima.

Nell’ottobre del 1871 nel palazzo fu realizzata la prima Esposizione Agraria, Industriale e delle Belle Arti in Forlì. La manifestazione, otre ospitare le più importanti aziende locali, diede l’opportunità di accogliere e conoscere prodotti e ditte di altre regioni. Per suggellare la valenza scientifico/culturale dell’ex palazzo della Missione, al centro del suo cortile nel 1875 fu eretto il monumento a Giovan Battista Morgagni, una pregiata opera realizzata dallo scultore toscano Salvino Salvini. E l’immobile prese il nome di palazzo Morgagni. Il marmo sarà poi trasferito per volere del regime al centro della piazza omonima.

Di grande importanza fu anche l’istituzione nel palazzo di un Laboratorio autonomo di Chimica Agraria. Nei suoi locali veniva effettuato il controllo sui mosti, sulla potabilità delle acque e sui prodotti alimentari. Fu un enorme passo avanti nella storia agraria forlivese. Il Casadei nel 1926 chiarisce che: grazie alla sua opera, è quasi scomparsa la vendita dei prodotti a composizione segreta o non ben definita.

La biblioteca e il museo furono spostati nel palazzo del Merenda in corso Vittorio Emanuele (Della Repubblica) e l’edificio, divenuto di proprietà della Provincia, nel secondo dopoguerra ospitò principalmente sedi scolastiche. Ma con i decenni l’affollata compresenza dell’Istituto Commerciale (Ragioneria), dell’Istituto Tecnico per Geometri (ex Agrimensori) e del Liceo Scientifico divenne troppo gravosa per le antiche strutture in cotto del palazzo della Missione. Le “campanelle” per la chiusura scolastica giornaliera vennero addirittura fatte suonare in momenti diversi per le diverse scuole. L’espediente serviva ad evitare un eccessivo carico sullo scalone monumentale.

Nel 1973 le tre scuole superiori ebbero una nuova sede nell’isolato tra le vie Turati, Moro, Decio Raggi e Risorgimento e il palazzo della Missione chiuse il XX secolo con un rigenerante restauro che lo trasformò nell’attuale residenza della Provincia. In precedenza la sede provinciale si trovava in via Delle Torri.

Il palazzo della Missione si trova sul limite del quartiere Ravaldino.

Il palazzo della Missione di Forlì, sede della Provincia di Forlì-Cesena. Foto Forlipedia 2020.

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Per saperne di più:

Marino Mambelli. 900 Forlivese Anzi Italiano. Editrice La Mandragora. Imola, 2011.

Ettore Casadei. La città di Forlì e i suoi dintorni. Società Tipografica forlivese. Forlì, 1928.

Giordano Viroli e Maria Cristina Gori. Palazzi di Forlì. Nuova Alfa Editoriale per cassa dei Risparmi di Forlì. 1995.

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