“DAM UNA MAN”, LA CROCE ROSSA DI FORLI’

di Marino Mambelli

Il vessillo della Pubblica Assistenza “Dam una man” inaugurato nel 1923 al teatro comunale di Forlì.

A Forlì la Croce Rossa è legata alla memoria di un nome geniale coniato da un grande poeta: Aldo Spallicci. Il nome è “Dam una man”, che in dialetto di Romagna significa “Dammi una mano”.

Un primo tentativo di far vivere a Forlì una “Società di Assistenza e Pronto Soccorso” che desse forma all’istituto del soccorso non trovò un vero compimento causa il sopraggiungere della Prima guerra mondiale. Ma  già nel 1920, sotto la straordinaria spinta del professor Sante Solieri (chirurgo all’ospedale di Forlì tra il 1910 e il 1945), e della contessa Frida Gaddi, prese vita l’Associazione di Assistenza Pubblica di Forlì, appunto, “Dam una man”, così chiamata per sottolineare come il sodalizio fosse promosso da volontari a favore di tutti. Sessanta furono furono i soci fondatori. Ancora oggi  ne possiamo leggere i nomi sulle lapidi affisse ai muri del Municipio nella piazzetta XC Pacifici: nobili come Raniero Paolucci de Calboli e Paolo Orsi Mangelli, industriali come Ettore Benini e Napoleone Majani,  il cantante lirico Angelo Masini, industrie come la Società Anonima Bonavita, l’Eridania, la ditta Fratelli Battistini, la ditta Flamigni, il Consorzio Agrario. Le prime due lapidi a partire da sinistra (soci fondatori e soci benemeriti) furono realizzate dal marmista Adolfo Zampighi e furono donate dal senatore marchese Alessandro Albicini. Il loro scoprimento è del 1929. Con una cerimonia che si svolse nel Teatro comunale il primo luglio 1923 venne invece inaugurato il vessillo ufficiale.

Dam una man forniva assistenza e pronto soccorso agli ammalati e agli infortunati – racconta Marino Mambelli sul volume “900 Forlivese anzi Italiano” -, forniva il trasporto degli infermi nei luoghi di cura, interveniva in caso di calamità e altro, tanto altro ancora. La prima autolettiga le fu donata dalla Cassa dei Risparmi. Sui finestrini laterali fu applicata la scritta Assistenza Pubblica Forlì e uno stemma bicolore: croce bianca in campo rosso. La sede era nell’odierna piazzetta XC Pacifici, la vecchia piazza Del Teatro.

Le autolettighe di “Dam una man” ai piedi della Torre civica nell’attuale piazza XC Pacifici. Qui aveva la sede la “Pubblica Assistenza”. Foto archivio Croce Rossa Italiana, Comitato di Forlì-Cesena.
“Pro Croce Rossa Italiana Comitato Provinciale di Forlì”. Cartolina spedita nel 1952. Raccolta privata.

L’impulso dato dal professor Solieri (la sua abitazione era nell’attuale via Ca’ Rossa), fu energico e determinante. Una nuova autolettiga fu acquistata grazie all’intervento di Mussolini e della Cassa dei Risparmi di Forlì, mentre la relazione dell’esimio chirurgo in merito alla rinnovata attività di volontariato e all’incrementata attrezzatura ebbe il plauso del prefetto Dino Borri, del podestà Ercole Gaddi Pepoli e del segretario federale Arnaldo Fuzzi.

I passi avanti valsero l’approvazione governativa. Con Regio Decreto 1603 del 17 ottobre 1930 la benemerita Associazione di Pubblica Assistenza “Dam una man” venne infatti riconosciuta dallo Stato. Il decreto, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del Regno d’Italia del 18 dicembre dello stesso anno, recita: Sulla proposta del Capo del Governo, Primo Ministro, Ministro per l’Interno, l’Associazione di pubblica assistenza «Dam una man» in Forlì viene eretta in ente morale sotto l’amministrazione provvisoria di cinque componenti da nominarsi dal prefetto di Forlì. Con questa operazione il sodalizio forlivese venne ufficialmente riconosciuto dall’autorità superiore e venne dotato di autonomia patrimoniale. Ecco i cinque membri del primo Consiglio nominati del prefetto Dino Borri:  Proff. Comm. Sante Solieri, Avv. Comm. Piero Bassetti, Cav. Rag. Vittorio Fussi, Dott. Aurelio Ercolani, Avv. Conte Paolo Maria Guarini.

Nel 1941 – spiega ancora Mambelli – il Comitato Centrale della CRI decise di istituire a Forlì un servizio permanente di pronto soccorso. Dam Una Man, la sua esperienza, la sua storia e la sua popolarità confluirono nella grande istituzione internazionale. Presidente fu il professor Sante Solieri. Fu consentito che la nuova organizzazione di pronto soccorso forlivese mantenesse il vecchio nome: Dammi Una Mano, ma in dialetto, Dam Una Man.

Nel 1948 nacque l’importantissima Sezione Femminile della CRI di Forlì. L’attuale sede forlivese della Croce Rossa Italiana è in viale Roma 26.

La ricostruzione di un soccorso per lo scatto del fotografo. Foto archivio Croce Rossa Italiana, Comitato di Forlì-Cesena.

Bibliografia:
Marino Mambelli 900 Forlivese anzi Italiano. Editrice La Mandragora. Imola, 2011.
Maurizio e Salvatore Gioiello, Lieto Zambelli (a cura di). La Croce Rossa a Forlì. Croce Rossa Italiana, Comitato provinciale di Forlì – Cesena, 2006.

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