BUSSECCHIO (QUARTIERE)

quartiere Bussecchio Circ2
Mappa di base tratta dal sito ufficiale del Comune di Forlì: www.comune.forli.fc.it. Elaborazione grafica Forlipedia.
quartiere Bussecchio Circ3
Mappa di base tratta dal sito ufficiale del Comune di Forlì: www.comune.forli.fc.it. Elaborazione grafica Forlipedia.

Bellissimo toponimo, oscuro e molto discusso. La leggenda racconta che Mercuriale e Ruffillo, vescovi di Forlì e Forlimpopoli, affrontarono e sconfissero un terribile drago che si aggirava nelle campagne al confine dei due fori. Il drago simboleggia l’eresia ariana, ma anche l’acqua, la pioggia, la palude. Ed è questa seconda interpretazione che maggiormente ci interessa, poiché i due futuri santi protettori imprigionarono la bestia in un pozzo. Si tratta di una bonifica di acque paludose. A Pozzecchio/Bussecchio? Il nome di S. Vitale in Bussecchio (bossecchio, pozzecchio, padulio) – scrive Ettore Casadei nel 1928 – indica luogo paludoso, il che trova conferma nelle correnti d’acqua sotterranee mercè le quali si è potuto fondare l’Acquedotto, che fornisce acqua abbondante a tutta la città. Il podere su cui furono fatte le perforazioni dei pozzi nei primi del ‘900 era il podere Fontanelle, un nome assolutamente significativo. Ma, a dire il vero, quel “Pozzecchio” non ci convince.

Antonio Polloni, sul volume Toponomastica Romagnola indica il latino buxetum, ovvero terra piantata a basso, busso, bossolo, come origine di Bussecchio (Forlì), Bosseto (Val Foglia), Bossignolo (Modigliana). Il Pellegrini, su Toponomastica Italiana, fa derivare dalla base latina buxus, bosso, Busseto (Arezzo), Bossolo (Firenze), Bussè (Verona). Ma l’entusiasmo per questa soluzione è subito frenato dall’evidente mancanza di citazioni sulla presenza del bosso nell’area forlivese da parte del grande botanico forlivese Pietro Zangheri e dalle caratteristiche stesse della pianta che cresce spontaneamente nei luoghi aridi e sassosi di montagna e soffre di marciume alle radici. In una zona stracolma d’acqua come il nostro Pozzecchio…?

Sul Libro Biscia di San Mercuriale (894 – 1200) troviamo documenti che riportano i toponimi: Buseclus, Boseclus, e fundus Buseclus, e sulla Descriptio Romandiole del 1371 incontriamo Bosecli. Citazioni fondamentali per la nostra ricerca. Il dizionario latino Le Monnier, su cui bussequa leggiamo essere il bifolco, ci spiana la strada verso una soluzione estremamente interessante. Il bifolco è infatti il guardiano dei buoi e la zona di Bussecchio era è sicuramente ideale per il pascolo. I prati e le larghe sono il risultato di opere di bonifica su aree paludose: senza alberi, ma con abbondante erba per gli animali.

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