ARMANDO CASALINI

Armando Casalini. Immagine tratta da “Forum Livii” 1929. Raccolta privata.

Nato a Forlì il 14 giugno 1883 Armando Casalini, deputato del partito Fascista, fu ucciso a Roma da Giovanni Corvi il 12 settembre 1924. L’assassinio si consumò su di un tram, davanti agli occhi della giovanissima figlia Lidia, per “vendicare l’uccisione di Giacomo Matteotti”. L’omicidio dell’onorevole Matteotti, il parlamentare che aveva osato denunciare alla Camera l’uso della violenza fascista a scopo intimidatorio per vincere le elezioni, era avvenuto circa tre mesi prima. Il Corvi, del quale non si conoscono attività politiche precedenti, fu internato in manicomio e in seguito destinato al confino. Nell’ottobre del  1944 fu prelevato dai tedeschi e morì in circostanze non conosciute.

Elio Santarelli racconta così Armando Casalini: Di famiglia operaia ed egli stesso operaio meccanico nella locale fabbrica Bonavita, con spiccata passione politica. Autodidatta, fin dalla prima giovinezza si era dedicato agli studi sociali secondo l’impostazione mazziniana in una terra – Forlì e la Romagna – in gran parte legata e guidata dal partito Repubblicano. Lui stesso fu alla guida del giornale repubblicano “Il Pensiero Romagnolo” tra il 1910 e il 1916 sostituendone il fondatore Giuseppe Gaudenzi.  Frequenti – sottolinea ancora il Santarelli – furono le polemiche col settimanale socialista “Lotta di Classe”, nonché con lo stesso Mussolini.

Presente al comizio interventista tenuto a Forlì da Cesare Battisti il 9 febbraio 1915, rimase ferito ad una gamba durante gli scontri con la Polizia. Dopo la dichiarazione di guerra partì volontario assieme al “plotone Ciclisti”, ma la menomazione ad un occhio, subita precedentemente in fabbrica, gli impedì di partecipare alle attività belliche. Casalini tornò quindi a Forlì per dirigere nuovamente “Il Pensiero Romagnolo”, ruolo che poi lascerà per la carica di segretario nazionale del partito Repubblicano e direttore del settimanale “L’Iniziativa”. Per contrasti politici e per troppa benevolenza verso il movimento mussoliniano, Casalini sarà però sostituito nella segreteria del partito nel 1920.

La prima pagina de “La Tribuna Illustrata” n. 39 del 1924. Raccolta privata.
Il piazzale Casalini diventerà Della Vittoria. Cartolina d’epoca. Raccolta privata.

Si iscrisse al partito Fascista e assunse la direzione di importanti testate come “Il Lavoro d’Italia” e “Stirpe” edita dalla Confederazione delle Corporazioni sindacali fasciste. Collaborò anche con “Idea Nazionale” e “Rivista Popolare” ed ebbe incarichi prestigiosi nel Consiglio Superiore dell’Economia Nazionale e in quello di amministrazione della Cassa di Assicurazioni Sociali. Nel 1924 fu eletto deputato nella circoscrizione della Lombardia grazie al cosiddetto “Listone fascista”.

In quello stesso 1924 Casalini fu ucciso con tre colpi di pistola alla nuca da Giovanni Corvi. Il corpo del deputato forlivese fu esposto nella camera ardente allestita all’ospedale di Santo Spirito di Roma. Anche Mussolini fece visita alla salma. Casalini fu sepolto nel cimitero del Verano nella Capitale.

A Forlì il sindaco fascista Corrado Panciatichi e il Prefetto Guido Podestà gli intitolarono il piazzale fuori porta Cotogni, ma poco tempo dopo la grande area fu legata alla Vittoria nella prima guerra mondiale e al monumento ai Caduti, uno dei “temi urbani” preferiti da Mussolini. L’area prese quindi il nome piazzale Della Vittoria e al deputato forlivese fu destinata una via secondaria. Al suo nome verrà anche intitolato il locale Dopolavoro.

Per saperne di più

Elio Santarelli in Lorenzo Bedeschi e Dino Mengozzi (a cura di). Personaggi della Vita Pubblica di Forlì e del Circondario. Dizionario Bibliografico 1897 – 1987. Due volumi. Istituto di Storia dell’Università di Urbino. Edizione QuattroVenti. Urbino 1996.
Forum Livii. Rivista d’attività municipale della città di Forlì. Luglio settembre 1928.
La Tribuna Illustrata settembre 1924.

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