VIALE IMPERO

L’imperialismo italiano fu una corsa ideologica, politica e militare condotta con un forte supporto propagandistico. Comportò morte, sfruttamento e violenze contro le popolazioni indigene. Negò i diritti fondamentali, impose la dominazione culturale ed economica. Fu inoltre giustificato da ideologie razziste e dall’idea di una superiorità italiana. Tutto ciò che gli italiani crearono nelle colonie fu per rendere agevole la propria vita di invasori.

Viale Impero a Forlì, oggi via Carlo Piancastelli. Foto Forlipedia, 2025.

La Forlì fascista celebrò l’Impero con l’intitolazione di una strada. Si tratta della via che oggi porta il nome di Carlo Piancastelli nel quartiere Campo di Marte – Benefattori. Non sappiamo quale decisione del Podestà e quale delibera della Commissione toponomastica abbiano ufficialmente denominato la strada come “Viale Impero”. Non era raro all’epoca che i cartelli stradali fossero installati senza alcuna documentazione formale, semplicemente con un ordine, in virtù di una “urgenza”. Possiamo però ragionevolmente far risalire l’intitolazione ai giorni che seguirono immediatamente il 9 maggio 1936, momento in cui Mussolini dichiarò la nascita dell’Impero italiano dal balcone di Piazza Venezia a Roma.

La strada di Forlì aveva un forte valore simbolico e propagandistico. Aveva inizio da viale Roma, che rappresentava la capitale dell’Impero, e conduceva a una piccola borgata di nuova edificazione per famiglie bisognose lontana dal centro cittadino: proprio come fosse una colonia. Per la distanza dal centro urbano, quel luogo prese col tempo il nome popolare di Baia del Re riprendendo il nome dell’ultima base utile per le spedizioni alla conquista del Polo Nord.

La proposta della Commissione Toponomastica di cambiare la denominazione stradale da viale Impero a via Carlo Piancastelli è formalizzata in una relazione ufficiale dell’anno 1950. Nello stesso testo viene spiegata la incompatibilità della sopravvivenza di denominazioni imposte dal tramontato regime con le mutate condizioni politiche nazionali. L’impegno di sostituire i nomi ricordanti il fascismo è però antecedente. La circolare del prefetto è del primo settembre 1943, la delibera municipale di indirizzo è del 2 gennaio 1945. Poi la Commissione Toponomastica forlivese, nelle riunioni del 17 gennaio e del 27 giugno 1945, ribadì: La Commissione formula la proposta di cancellare ogni ricordo della malaugurata infatuazione nazionalistica e della gonfiatura coloniale-imperialistica. La “prassi” di sostituire i nomi alle strade appartiene ad ogni regime. Successe dopo il 1861, successe con l’avvento del fascismo e successe ancora al termine della Seconda guerra mondiale.

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