PALAZZO ORSELLI

Il palazzo Orselli si affacciava su via Delle Torri. Foto anno 1950 circa. Comune di Forlì, biblioteca Saffi, fondo Piancastelli.

Il palazzo Orselli non esiste più. L’edificio in stile neoclassico, disegnato dall’architetto forlivese Luigi Mirri (1752 – 1828) sull’area racchiusa tra via Delle Torri e piazza Cavour, è stato demolito tramite più interventi effettuati tra i primi anni 50 e il 1970. Nonostante l’elegante disegno della facciata l’immobile fu abbattuto secondo una pratica diffusa in tutta la Penisola che preferiva la demolizione e la ricostruzione al più colto, raffinato, e soprattutto costoso, restauro. Fortunatamente però, a differenza di tanti altri edifici, l’Orselli non fu sostituito da uno stabile incombente e anonimo innalzato sui bordi delle vie del centro in nome della nuova modernità. Sulla sua area di sedime sorse infatti l’unico vero giardino “progettato” che il centro di Forlì possegga: il giardino Orselli. Garbato e al tempo steso moderno, ancora oggi mette in evidenza le eleganti scelte stilistiche nonostante abbia perso col tempo alcune delle caratteristiche peculiari come la fontana e i ponticelli.

 

Il palazzo Orselli, a sinistra nell’accesso a via Delle torri. Romolo Liverani (1809 – 1872). Acquerello. Particolare. Comune di Forlì, biblioteca Saffi, fondo Piancastelli.

Il palazzo scomparso, del quale si fanno risalire le origini nel XVII secolo con la riunione di precedenti abitazione, fu della famiglia dei Brandolini e quindi dei Papini per diventare in seguito la residenza degli Orselli, nota famiglia di benefattori. Nel 1928 il cronista Ettore Casadei sulla guida “Città di Forlì” racconta: Attualmente appartiene alla società “Pro Juventude”, la quale, rappresentata dai Padri Filippini, vi tiene il Collegio educativo maschile Orselli, fondato nel 1924 ed altre opere educative giovanili. 

Palazzo Orselli. Rilievo del fronte su via Delle torri. Geom. Dosi. Eliografia. Comune di Forlì, biblioteca Saffi, fondo Piancastelli, album Forlì 14.

 

Palazzo Orselli. Rilievo del portale monumentale. Geom. Dosi. Eliografia. Comune di Forlì, biblioteca Saffi, fondo Piancastelli, album Forlì 14.

Ma la storia della proprietà è ancora lunga e interessante, perché con un atto del notaio Alberto Bonazzi del 1940 l’immobile divenne di proprietà dell’Associazione Fascista Lavoratori dell’Agricoltura. Finita la guerra, soppressi gli enti legati al fascismo, il palazzo fu messo all’asta dall’ “Ufficio Stralcio delle disciolte Confederazioni dei Lavoratori”. L’asta si svolse a Roma nel gennaio del 1950 con il metodo delle buste segrete. L’esito fu a favore del Comune di Forlì che in più occasioni aveva richiesto formalmente l’acquisto.

Al momento dell’atto di vendita, nel quale intervenne per il Comune l’assessore anziano Dario Ercolani, l’edificio venne così descritto: Antico fabbricato di tre piani e sei corpi di fabbrica annessi di due e tre piani, il tutto costituente un unico isolato con racchiuso un grande cortile […] il corpo di fabbrica principale è attualmente inabitabile in seguito ai danni al tetto mentre i corpi di fabbrica adiacenti sono adibiti a piano terra a negozi e magazzini ed agli altri piani abitazione. La complessiva consistenza è di circa 100 vani di cui 13 adibiti a magazzini, 14 a botteghe in parte fornite da retrobottega.

Nella cessione erano compresi i diritti di credito per i canoni arretrati di affitto o di indennità di occupazione nei confronti degli inquilini e degli occupanti, nonché tutti i diritti provenienti da danni di guerra. Infatti, se il nobile palazzo era ridotto in quello stato, lo si doveva principalmente alla guerra, ai bombardamenti, ai vandalismi.  E gli “occupanti” che venivano citati nell’atto di vendita erano per la maggior parte sfollati. Si trattava di 43 famiglie per un totale di 156 persone. Per il Comune sarà un impegno lungo e difficile provvedere alla “sistemazione” di tutti gli inquilini.

Il palazzo Orselli prossimo alla demolizione. Si nota la parziale mancanza del tetto e l’abbattimento già avvenuto dell’ingresso monumentale. Foto, metà anni Cinquanta. Comune di Forlì, biblioteca Saffi, fondo Piancastelli.

La situazione del palazzo si fece sempre più pericolosa. A farne le spese fu subito l’ornamento più pregiato: l’accesso monumentale. Il colonnato d’ingresso con il sovrastante terrazzino era infatti pericolante sulla strada. I difficili contatti tra il soprintendente Corrado Capezzuoli e l’Amministrazione comunale instaurati per il suo abbattimento erano in stato di avanzato attrito già nel 1952. Tarderà pochi anni la decisione tecnica di demolire l’intero l’immobile e la parte su via Delle torri sarà la prima ad essere atterrata.

Quanto rimase del palazzo Orselli dopo la demolizione del corpo nobile su via Delle torri. Immagine dei primi anni Sessanta. Raccolta privata. Tratta dal volume “E’ borg dal sarach”.

Nel 1961 la “minaccia” di una ricostruzione moderna si fece reale.  L’importante ditta forlivese Calvitti propose infatti di innalzare sull’area pregiata un edificio di 40mila metri cubi secondo quanto consentito dal piano regolatore del momento. Fortunatamente l’opportunità non fu perseguita. Neppure fu intrapresa la strada, più volte ipotizzata nel corso delle incombenze amministrative di acquisizione, di costruire in quell’area il nuovo teatro comunale. Motivi economici superarono probabilmente quelli tecnici esposti nella decisione di non procedere alla realizzazione.

Immagini degli anni Sessanta ci presentano la parte nobile su via Delle torri già completamente abbattuta, mentre le parti laterali sono parzialmente erette. Il corpo di fabbrica su piazza Cavour appare a servizio del mercato delle erbe con il grande cortile a fare da parcheggio e deposito degli ortolani.

Un medaglione in bronzo, cementato in via Delle torri proprio sul fronte del palazzo abbattuto, racconta che il palazzo fu completamente demolito negli anni cinquanta. E’ un’inesattezza. Abbiamo visto che parte del grande complesso edilizio continuerà ad esistere anche in seguito. Inoltre, il 16 aprile 1970, il commissario straordinario del Comune Emanuele Lopefido firmò un documento ufficiale in cui dichiarò che la demolizione del palazzo è stata completata in data 31 marzo 1970.

Al suo posto oggi troviamo un piccolo “lusso” per il centro storico: un elegante giardino pubblico, il giardino Orselli.

Il giardino Orselli realizzato sull’area del demolito omonimo palazzo con un progetto del 1971. Foto Forlipedia, 2019.

 

Il palazzo Orselli prossimo alla demolizione. Foto metà anni Cinquanta. Comune di Forlì, biblioteca Saffi, fondo Piancastelli.

 

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