Via Palazzola è una strada che attraversa il quartiere San Pietro nel centro sorico di Forlì. Sull’origine del nome i vecchi registri toponomastici raccontano: Palazzola – Denominazione antica data al quartiere che terminava al Portone della Rotta. Il nome è già esistente nell’Elenco Generale delle Strade e Piazze della Città di Forlì del 1899, ma in quel documento la spiegazione della sua origine è liquidata da un generico e sbrigativo: Mancano notizie certe.

Il suffisso diminutivo – ola indica probabilmente un piccolo palazzo, una residenza signorile riconoscibile ma di dimensioni ridotte. Molti sono i luoghi in Italia che hanno preso il nome da un edificio significativo presente nella zona. A Ragusa, in Sicilia, una contrada rurale si chiama Palazzola, a Stresa in Piemonte ha quel nome una villa di periferia, in Umbria porta quel nome un’azienda vinicola e anche il suo vino. A Zagarolo (Roma) è un colle a chiamarsi Palazzola: vi si trova una tenuta agricola con i resti di un pavimento in mosaico di un’antica villa romana probabilmente sede di campagna. Anche al maschile non mancano i casi: Palazzuolo sul Senio a Firenze, Palazzolo sull’Oglio a Brescia, Palazzolo ad Asti. Nel nostro caso la casa privata non poteva non farsi notare, perchè si trovava in bella vista in mezzo a un’area agricola urbana che oggi ricordiamo come fascia degli orti o circolare degli orti. A Forlì esiste anche via Palazzina.
Palazzola è un vero e propio toponimo popolare. Non un odonimo assegnato a una strada per qualche ragione politica, ma il trasferimano ad una via di una testimonianza reale. Ancora oggi sentiamo gli anziani dire: quella signora abita alla Palazzola, ci vediamo alla Palazzola. E non in via Palazzola. Il nome indica quindi un luogo.
Con un percorso a ritroso nel tempo cerchiamo d’individuare quale potrebbe essere la Palazzola che ha dato origine al toponimo.

Nella mappa del Casali del 1838, è segnalata una Piazza della Palazzola all’interno di un caseggiato compatto e abbastanza consistente in angolo tra le attuali via Paradiso e Palazzola. E’ l’attuale piazzetta Luciano Manara. Sulla stessa mappa è presente anche una via con ‘identica denominazione: parte dall’incrocio con l’attuale via Paradiso e porta alle mura. Ai lati della via sono già presenti numerosi degli attuali edifici.
Arretriamo nel tempo di una quartantina d’anni. Analoga situazione la troviamo sulla rappresentazione del Missirini datata 1795, dove però il caseggiato lungo la strada appare più rado e la via non ha nome. La denominazione Palazzola è quindi dedicata solo alla piazza.


La mappa del Coronelli degli ultimi anni del 1600, ci da una mano nelle ricerche, ma non chiarisce la situazione. La parte edificata si concentra soprattutto all’incrocio Paradiso – Palazzola, non è rappresentata la piazzetta Manara e alle spalle dei fabbricati si presenta la grande estensione di coltivazioni fino alle mura. Siamo alle origini? E’ l’edificio di quell’angolo la Palazzola?


Abbiamo pensato di accostare il particolare delle tre mappe per consentire un migliore confronto delle topografie storiche. Componendo la diapositiva ci siamo resi conto di una particolarità: in tutte le immagini appare una casa di cui ci eravamo disinteressati. E’ isolata, perfettamente riconoscibile, in testa a un fondo sicuramente destinato all’agricoltura. Pare avere tutte le caratteristiche per essere la nostra Palazzola. Il suo posto, nell’età moderna, è stato preso dalla fabbrica Battistini di calzature, oggi complesso residenziale compreso tra le vie Paradiso, Palazzola e Fossato Vecchio. Una seconda ipotesi sull’origine del toponimo Palazzola, ovvero piccolo palazzo, residenza signorile riconoscibile ma di dimensioni ridotte. abbiamo voluto che fosse segnalataa nelle immagini da un ovale rosso.

