PELLEGRINO ARTUSI: LA SCIENZA IN CUCINA E L’ARTE DI MANGIAR BENE

di Marino Mambelli

Pellegrino Artusi

Un libro: La scienza in cucina e l’Arte di mangiar bene, conosciuto da tutti semplicemente come “l’Artusi”, oggi oltre la centesima edizione. Eppure, nel 1891, Pellegrino Artusi, allora ritenuto poco più che un dilettante, dovette stamparlo a proprie spese. Quando inviò due copie al Comune di Forlimpopoli per una fiera di beneficenza, invece di essere valorizzate, vennero ignorate e finirono addirittura in una tabaccheria, usate come carta da pacchi.

Artusi era nato proprio a Forlimpopoli nel 1820, ma nel 1852 si trasferì con la famiglia a Firenze. La decisione seguì un episodio traumatico: la loro casa venne assaltata dalla banda del brigante Stefano Pelloni, e una delle sorelle perse la ragione per lo shock. Dopo aver venduto tutto, il padre Agostino portò la famiglia lontano da quei luoghi segnati dal dolore.

A Firenze, Pellegrino intraprese un’attività finanziaria che gli garantì una vita agiata. Nel frattempo si dedicò alla scrittura, pubblicando saggi e biografie, e coltivò sempre più la passione per la cucina. Iniziò così a raccogliere ricette da tutta Italia, con l’aiuto dei suoi collaboratori domestici, Maria Sabatini e Francesco Ruffilli, dando forma al celebre ricettario.

Nel presentare la sua opera, Artusi sottolineava con ironia che bastava saper tenere in mano un mestolo per ottenere qualche risultato. Il libro, inizialmente accolto con freddezza, conobbe poi un successo sempre più ampio. Le ristampe si moltiplicarono rapidamente e lo stesso autore ne curò ben quindici edizioni, arricchendole progressivamente. Lo studioso Piero Camporesi arrivò a sostenere che quest’opera contribuì all’unità culturale del Paese più di quanto non avesse fatto I Promessi Sposi: del resto, se non tutti leggono, tutti mangiano.

Il fronte della ristampa numero108 del libro “L’arte di Mangiar Bene” di Pellegrino Artusi. Edizioni Giunti Marzocco, 1983.

Alla sua morte, nel 1911, Artusi lasciò il Comune di Forlimpopoli erede universale, destinando il patrimonio a opere benefiche, ma escludendo i diritti sul libro. Quando la notizia giunse a destinazione — era il primo aprile — il sindaco la prese inizialmente per uno scherzo, forse anche memore del torto subito in passato dal concittadino. Solo dopo ripetute comunicazioni si convinse della verità e si attivò, seppur con discrezione. In seguito, le volontà di Artusi vennero rese pubbliche e la sua salma fu trasferita nell’area del cimitero dedicata ai cittadini illustri.

Ai fidati Maria Sabatini e Francesco Ruffilli andarono invece i diritti dell’opera, che ancora oggi è presente nelle librerie di tutto il mondo e compare spesso tra i regali di nozze. Curiosamente, quel volume nato dall’iniziativa di un “principiante” è diventato anche uno dei libri più sottratti dalle biblioteche.

La città di Forlì ha dedicato all’illustre forlimpopolese una via che attraversa i quartieri Pieve Acquedotto e Coriano.

Forlipedia utilizza cookie per garantire un corretto funzionamento del sito. Maggiori informazioni

Questo sito fa uso di cookie. I cookie che utiliziamo sono di tipo tecnico: sono pertanto utilizzati col fine di consentire il corretto funzionamento del sito e non per effettuare operazioni pubblicitarie o di profilazione. Potrebbero essere presenti cookie (anche di profilazione) di terze parti, la cui dichiarazione al garante viene effettuata dalla terza parte stessa. Alcuni link potrebbero indirizzare a siti esterni la cui Cookie Policy è differente da quella di Forlipedia. Puoi disabilitare i cookie dalle impostazioni del tuo browser.

Chiudi