PARCO URBANO FRANCO AGOSTO

Parco Urbano 2
Un piccolo scorcio del parco. Foto anno 2000.

A ridosso del centro storico, quasi a lambire l’antica traccia della cinta muraria abbattuta nel primo ‘900, si estende la più importante area verde attrezzata di Forlì: il Parco Urbano Franco Agosto. Si tratta di una grande distesa verde che supera i 20 ettari (200.000 mq.) di superficie sulla quale sono distribuiti quasi 1.500 alberi di innumerevoli specie.

Vero paradiso dei bambini, degli sportivi e del riposo, oggi, grazie anche alla vicinanza dei Musei San Domenico, è sempre più meta di turisti in cerca di relax e ristoro. All’interno vi sono un ristorante/pizzeria, un bar, e alcuni chioschi dov’è possibile gustare piadina romagnola.

I grandi prati del Parco Urbano. Foto Forlipedia.
I grandi prati del Parco Urbano. Foto Forlipedia.

Gli accessi, serviti da parcheggi pubblici gratuiti, sono 5: parcheggio Dell’Argine, via Fiume Montone, viale Dell’Appennino attraverso via Pertini e via Colonelli, via Friuli. Altri accessi pedonali e ciclabili si aprono dall’imperdibile percorso sull’argine del fiume Montone, da via Fiume Rabbi e proprio dal San Domenico attraverso un sottopassaggio stradale dedicato a pedoni e biciclette.
La zona su cui sorge il parco è un’area golenale del fiume Montone che, per la natura del terreno ha, fini a tempi relativamente recenti, ospitato una fornace con relativa cava di argilla: la fornace Maceri Malta.

Le aree che attualmente lo compongono e molte altre che fanno parte della progettazione, furono acquisite dal Comune di Forlì a partire dal 1983. L’acquisizione più corposa fu effettuata tramite un esproprio decretato nei confronti della ditta Nuova Salca, l’ultima azienda che gestì l’antica fornace Maceri Malta nella produzione di elementi in cotto. Oltre al terreno, enorme, il Comune acquisì alcuni fabbricati. Tra questi vi è la casa colonica che oggi, adeguatamente ristrutturata, è la Collina dei Conigli, molto conosciuta e apprezzata dai giovani. E la stessa fornace con gli immobili accessori destinati all’attività.

Anche gli edifici ex Salca oggi non ristrutturati fanno parte del progetto originario, come ne fanno parte alcuni terreni a ridosso dell’argine destinati alla piantumazione di alberi per l’iniziativa denominata “un albero per ogni nato”. E’ auspicabile che l’Amministrazione comunale possa al più presto proporre alla città e ai suoi visitatori un nuovo stralcio di avanzamento di un’opera, già splendida, che potrebbe ancor più identificare Forlì come città regina romagnola del verde.

Stralcio del progetto iniziale del Parco Urbano. Primi anni ’80

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