Un’idea davvero innovativa quella del fotogiornale: il primo in Italia nacque proprio a Forlì nel 1954 grazie all’ingegno di Angelo Sabatini. Da allora, il Fotogiornale ha raccontato con efficacia la vita della città, documentando politica, spettacoli, ed eventi di ogni tipo. Il segreto del suo successo? Testi essenziali e immagini di grande formato disposte in sequenza, pensate per essere “lette” anche passando velocemente, senza doversi fermare. Solo quando uno scatto colpisce davvero, il passo rallenta e lo sguardo si sofferma, lasciando spazio alla forza narrativa della fotografia.

Le vetrine del Fotogiornale trovano posto sotto il loggiato del palazzo comunale, nel cuore della piazza principale, diventando parte integrante del paesaggio urbano. E non si tratta di una semplice esposizione: il Fotogiornale è regolarmente registrato presso il tribunale di Forlì, proprio come previsto per le testate giornalistiche.
Angelo Sabatini, giornalista de l’Unità e appassionato di fotografia, trasformò una difficoltà — la chiusura della cronaca locale del quotidiano — in un’opportunità. Da quel momento intraprese la carriera di fotoreporter, iniziando nella propria abitazione di via Mellini. La sua attività si concentrò soprattutto su eventi pubblici, manifestazioni e celebrazioni, diventando un punto di riferimento per la documentazione visiva della città. La dedizione al lavoro lo portò a dotarsi di attrezzature fotografiche di altissimo livello, ben superiori agli standard dell’epoca per una realtà come Forlì. Con queste macchine immortalò non solo figure locali, ma anche importanti protagonisti della politica e dello spettacolo.
Dai primi anni Settanta, il figlio Giorgio ha raccolto l’eredità del padre, portando avanti sia l’attività di fotoreporter sia la pubblicazione del Fotogiornale. Dopo aver studiato all’Accademia di Belle Arti di Bologna, è diventato reporter per Il Resto del Carlino e si è specializzato nella fotografia subacquea, lavorando anche come istruttore. I suoi scatti sono pubblicati sul prestigioso portale di Nikon Italia, accessibile solo su invito.
Come il padre, anche Giorgio ha fatto della qualità tecnica una vera e propria cifra distintiva: tra le sue attrezzature spicca una Hasselblad capace di raggiungere i 39 milioni di pixel, simbolo di una passione per l’immagine che continua nel tempo con la stessa intensità.

