ENRICO FORLANINI

La rappresentazione del primo elicottero progettato da Enrico Forlanini. Mosaico realizzato su cartoni di Angelo Canevari. 1940 circa. Interno dell’ex Collegio Aeronautico Bruno Mussolini di Forlì, oggi Palazzo degli Studi. Foto Forlipedia.
L’Illustrazione Italiana documenta il primo esperimento pubblico del dirigibile Leonardo Da Vinci di Enrico Forlanini.

La macchina volante, a conti fatti, in un avvenire non lontanissimo farà forse seria concorrenza alla ferrovia per quanto riguarda il servizio celere viaggiatori e per le poste… A formulare quella che oltre un secolo fa appariva una previsione a dir poco azzardata, fu un personaggio che di macchine volanti si intendeva veramente. Fu Enrico Forlanini, l’uomo che per primo fece volare un oggetto più pesante dell’aria.

Era il 1877 quando, sul verde dei Giardini pubblici di Milano, il futuro cittadino forlivese fece alzare da terra un modello di elicottero spinto da un motore a vapore. Venti secondi di trionfo che decisero il suo futuro.

Enrico Forlanini nacque a Milano nel 1848. Il padre Francesco era primario nell’ospedale Fatebenefratelli e Carlo, il fratello, medico pneumologo ideatore del pneumotorace artificiale, sfiorò più volte il premio Nobel. Enrico si iscrisse all’Accademia Militare di Torino e successivamente al Regio Istituto Tecnico Superiore di Milano, l’odierno Politecnico. Nel 1875 si laureò in ingegneria. Nella straordinaria carriera di ingegnere e aeronauta, Forlanini progettò e costruì numerosi dirigibili, alcuni dei quali vennero impiegati nel trasporto commerciale e passeggeri, altri per uso bellico nella prima guerra mondiale. Ma l’idea che ancora oggi consacra la sua figura di inventore è legata alla realizzazione dell’idrovolante detto anche idrottero, o idroplano: l’antenato del moderno aliscafo. Nel 1910 l’imbarcazione ideata da Forlanini solcava, o meglio, planava con successo sulle acque del lago Maggiore.

La rappresentazione del dirigibile Forlanini 1909. Mosaico realizzato su cartoni di Angelo Canevari. 1940 circa. Interno dell’ex Collegio Aeronautico Bruno Mussolini di Forlì, oggi Palazzo degli Studi. Foto Forlipedia.

Nel 1878, il trentenne Forlanini, tenente del Genio Militare, già addetto alle Officine di Alessandria e con un incarico da Ingegnere Municipale a Gallarate, fu assunto dalla Cassa dei Risparmi di Forlì alla direzione tecnica delle Officine di Forlì che in quel momento portavano il nome di “Società Anonima Forlivese per l’illuminazione a gaz e per la fonderia di ferro”. Introdusse subito innovazioni e migliorò la produzione, ma la vera evoluzione aziendale avvenne a partire dal 1895, quando la fabbrica divenne di sua proprietà.

Interno delle Officine Forlanini. Immagine tratta da “Monografia Industriale di Forlì” del 1926.

Con un’intera officina a disposizione l’inventore Forlanini ebbe campo aperto per nuovi esperimenti. Ampliò le applicazioni e costruì modellini di aerei e razzi alimentati da polvere pirica. A Forlì ebbe anche modo di approfondire gli studi che porteranno alla realizzazione del motore del suo primo dirigibile. Per le esigenze più strettamente legate alla fabbrica forlivese, Forlanini applicò le sue non comuni conoscenze scientifiche alla meccanica e all’illuminazione che erano le attività principali dell’azienda. Nel 1897 trasferì la sede aziendale a Milano, e a Milano diede vita alla grande impresa dei dirigibili. A Forlì lasciò gran parte della gestione dello stabilimento al genero Antonio Bellonci. Morì il 9 ottobre 1930.

Forlì ha voluto ricordare l’ingegnere e inventore milanese, residente per alcuni anni nella nostra città, dedicando alla sua memoria una via poco distante dall’antica sede delle Officine Forlanini di viale Vittorio Veneto. Milano ha invece legato il suo nome all’aeroporto di Linate e al viale che vi conduce. Nel 1937, durante l’inaugurazione dell’aeroporto “Enrico Forlanini”, al temine del discorso del Sottosegretario all’Aeronautica, fu scoperto un busto in bronzo proprio con l’immagine di Forlanini.

(Marino Mambelli)

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