Quante cose sono cambiate nello sport. A stimolare questa considerazione è un opuscolo di accompagnamento a un torneo di basket che ha compiuto più di 50 anni. Non parliamo di nostalgia o di rimpianti. Stiamo facendo un semplice paragone. Un confronto fra due realtà completamente diverse. Oggi una cosa simile non potrebbe, per molti motivi, esistere.

Siamo nel 1971 e la Libertas Forlì, dopo aver conosciuto la serie A, milita nel campionato di serie B di basket, anzi, di pallacanestro. Nel gruppo di giocatori è presente Angelo Rovati, il futuro patron della squadra di Forlì, assieme a Piero Angelini, Adriano Zin, Paolo Conti, e Alessandro Ratta. I forlivesi e i forlivesizzati sono parecchi: Pierangelo Rosetti, Umberto Boscherini (che poi non sarà della squadra), Franco Tesoro, Renzo Pinasco, Franco De Fanti e il giovane Vito Fabris che non appare nel torneo ma che in quella stagione farà qualche apparizione. L’allenatore è Renzo Ranuzzi, l’assistente è il grande Renzo Paganelli.
Nei giorni 16 e 17 ottobre di quel 1971, sul campo del palazzetto di Faenza (il Bubani), la Libertas Forlì, che da poco ha perso la sponsorizzazione Iris Ceramiche, partecipa al “Primo Trofeo Città di Modigliana”. Nulla di particolare diremmo: si tratta di un torneo che si svolge in una città vicina come spesso accade in precampionato. Giusto. Ma attenzione, parliamo di un “Torneo Nazionale”. E già questo suona strano se si accosta alla città e alla polisportiva che lo organizza: la Polisportiva Modiglianese sezione pallacanestro. Ma il vero stupore ci giunge quando andiamo a leggere l’elenco delle squadre che compongono il tabellone. Si tratta della Simmenthal Milano, della Virtus Norda Bologna e della Maxmobili Pesaro. Il massimo del basket italiano. Al Trofeo città di Modigliana!
Solo alcuni nomi. Nella Simmenthal Milano, che in quella stagione 71/72 vincerà lo scudetto, troviamo: Iellini, Masini, Cerioni, Bariviera (che quattro anni più tardi giocherà a Forlì) e Arthur Kenney. L’allenatore è un’icona: Cesare Rubini, l’assistente è il signor Alessandro Gamba. Nella Virtus Norda Bologna incontriamo: Albonico (che dal 75/76 giocherà a Forlì nella Jollycolombani), Gergati, Ferracini, Serafini, e il leggendario John Fultz. L’allenatore è Tracuzzi. Nella Maxmobili Pesaro troviamo: Gurini, Ferello, Fattori, Santo Rossi (il 2 metri e 8 già in forza alla Libertas Forlì per due anni), Canciani. L’allenatore è Carlo Rinaldi, il vice è Bocci (che farà un’apparizione anche a Forlì).
Il Regolamento del torneo 1971 è costruito su misura per la squadra di Forlì. L’articolo 2 recita: Al torneo sono ammesse quattro squadre di cui una di serie B. E così ci spiega l’articolo 7: Le squadre partecipanti godono di vitto e alloggio gratuito e rimborso forfettario delle spese di viaggio, salvo accordi diversi. E infine l’articolo 11, un vero capolavoro: E’ posto in palio il Trofeo Città di Modigliana che sarà assegnato, per un anno, alla squadra vincente. Sarà definitivamente assegnato alla squadra che vincerà per tre volte, anche non consecutive, il Trofeo stesso. Il Trofeo Città di Modigliana sull’onda del trofeo Jules Rimet (coppa del mondo di calcio) vinto dal Brasile nel 1970. Ricordate? Vorrei fare i complimenti ai Modiglianesi e al Sindaco di allora e Consigliere di Stato Gilberto Bernabei. Il giornalista Leonello Flamigni, che commenta l’evento, scrive: Bisogna dire che la cosa nei suoi intenti, è decisamente lodabile, temeraria finchè si vuole, ma lodabile.
Ah, dimenticavamo un particolare veramente gustoso. Nelle ultime pagine che compongono l’opuscolo di presentazione del torneo, appaiono due foto significative. Si tratta di azioni di basket di una partita tra Simmenthal e Stella Azzurra Ramazzotti dell’anno prima. Nelle immagini colpiscono due cose: il tabellone in legno e il campo in cemento all’aperto. Nella dida leggiamo: Modigliana 1970, alcune fasi dell’incontro amichevole…. Non ci credete? Le foto sono allegate a questa scheda.
Le cose sono proprio cambiate.


