PAOLO CORTESI

Paolo Cortesi nel luogo dove crea le sue opere.
Paolo Cortesi nel luogo dove crea le sue opere.

Moltissime biografie di personaggi non celebri (non abbastanza famosi da avere chi scriva la loro biografia) sono in terza persona, ma scritte dal biografato. Per lealtà verso chi legge, dichiaro che sono l’autore di queste note, scritte in terza persona per rispetto alla tradizione.

Paolo Cortesi è nato a Forlì il 23 novembre 1959. Nipote di capomastro e figlio di ebanista, è piuttosto incapace di lavori manuali per cause di cui è pienamente cosciente ma che non possono interessare chi legge. Ha frequentato il Liceo Classico G.B. Morgagni di Forlì, in cui ha sperimentato cosa sia la divisione in classi della società; di quei cinque anni ha un ricordo molto deprimente. Si è laureato in Filosofia (con lode, precisa con vanità) nel 1983 presso l’Università di Bologna; aveva scelto la facoltà piuttosto improvvisamente, dopo una lunga attenzione verso Lettere, in seguito alla lettura dello Zarathustra di Nietzsche, che però è opera molto più lirico-mistica che filosofica, dunque è possibile sospettare che sia stata una decisione un po’ imprecisa. Ma ormai….

Iniziò prestissimo a scrivere: risale ai suoi otto anni il suo primo “romanzo”, ovvero una storia avventurosa (esploratori, isola misteriosa, cannibali) che orgogliosamente fece leggere al suo maestro, l’indimenticato Natale Brigliadori, il quale restituì il quadernetto le cui pagine erano solcate di decine di correzioni che lo lasciarono basito. Le sue prime prove in prosa erano peggio che mediocri, erano infami. E lo restarono per molti anni.

Dopo una prima intensissima stagione di poesia (che ora gli è del tutto estranea), si dedicò alla saggistica: storia locale (ha collaborato a lungo con giornali e riviste locali e lo fa ancora), storia contemporanea, storia delle idee, storia del pensiero esoterico rinascimentale.

Nel 2004 pubblicò il suo primo romanzo “Il fuoco, la carne” che ha vinto il Premio Todaro Faranda per il romanzo inedito. Nel 2006 fece l’errore più atroce della sua vita, che scontò dieci anni dopo con grande sofferenza.
Nel 2008 pubblicò “Il patto”, che ebbe un buon successo, se si pensa che uscì con un piccolo editore come Nexus.
Nel 2011 uscì “La velocità dei corpi”, romanzo cui è molto affezionato e che considera forse la cosa migliore che ha scritto finora. Fu pubblicato da un grande editore (Piemme) che non lo lanciò come l’autore avrebbe voluto. Con Piemme pubblicò anche “Marcel Proust e l’assassinio delle Tuileries” (2014), romanzo giallo con una accuratissima ricostruzione della Parigi del 1912; nella storia, Proust risolve un caso criminale senza mai uscire di casa (e davvero Proust restava chiuso per lunghi periodi…).

Ha pubblicato diversi volumi di saggistica con la Newton Compton, a partire dal 2001, e il rapporto continua tuttora: nel 2018 è prevista l’uscita di un libro dedicato all’Emilia Romagna nella collana “Forse non tutti sanno che…”. E sempre nel 2018 è attesa l’uscita, presso l’editore Carocci, di un saggio sull’opera di Nostradamus, un saggio molto documentato e dunque molto critico.

Lo scrittore in lingua italiana che preferisce è Dante Arfelli. Ha due figli, Federico e Giacomo, che stima molto. Totalmente astemio, è moderatissimo fumatore di sigari e colleziona cartine da gioco per bambini.

Per conoscere meglio le opere di Paolo Cortesi accedi al sito www.paolo-cortesi.com

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