CRUDELISSIMA VIRAGO (LIBRO)

Paolo Cortesi. Crudelissima Virago. La vera storia di Caterina Sforza. Foschi Editore, Forlì 2025.

Caterina Sforza è uno dei pochi personaggi storici che hanno avuto la rara, e strana, facoltà di fare innamorare di sé quasi tutti i biografi. Fin dal primo, che scriveva pochi anni dopo la sua morte, e la definiva eccellente in tutto, anche nella bellezza, pur non nascondendo la ferocia che tutti le riconoscevano. E questa narrazione si è protratta per secoli, mantenendo l’immagine di Caterina Sforza donna affascinante, ma vendicativa, gelosissima del suo potere assoluto, crudele fino ad eccessi che sbalordirono i contemporanei. E nonostante ciò, Caterina ha sempre avuto difensori ed ammiratori, anche oggi. La passione per Caterina è arrivata ad una sorta di autocensura biografica: la sua ferrea volontà ha destato la stima dei biografi, che l’hanno esaltata come tratto nobilissimo di carattere anche quando questa volontà era tutta indirizzata a esigere vendette inumane sui nemici, veri o presunti. In un tempo di greve maschilismo, Caterina è stata ritenuta una donna che ha infranto questo giogo. Ma non fu così: Caterina non ebbe mai alcuna particolare considerazione per la sua natura femminile, che per lei era una pura casualità; ciò che contava per lei era solo il potere assoluto e il cui possesso era peculiarità maschile e lei come uomo regnava e giudicava.

Crudelissima Virago. La vera storia di Caterina Sforza. Presentazione del libro di Paolo Cortesi. L’autore dialoga con Romina Marcattili. Foto Forlipedia, 2025.

Perché allora questa ammirazione per Caterina Sforza, che tra i signori del suo tempo si distinse solo per crudeltà? Perché si è creduto che la contessa di Imola e Forlì fosse paladina del suo sesso, mentre regnava quanto più maschilmente possibile? Perché non si è mai evidenziato quanto la Sforza fosse del tutto disinteressata all’arte e alla cultura? È per causa sua che Forlì è stata letteralmente evitata dal grande flusso della nascente cultura rinascimentale, che si dispiegava in città anche vicine (Rimini, Bologna, Ferrara, ad esempio), mentre era del tutto assente dalla città dominata da Caterina. Perché delle cronache del suo tempo si raccontano sempre gli stessi episodi, mentre si dimenticano tutti gli altri in cui la Sforza mostra tutta la sua arroganza, la sua doppiezza, la sua psicotica crudeltà? Quando si narra la storia dell’assedio della rocca di Ravaldino, si sottolinea la fermezza della signora che dava coraggio ai suoi stessi soldati; ma perché non si ricordano mai le parole di Machiavelli: uscendo prigioniera dalla rocca e scavalcando i mucchi di cadaveri che ingombravano il cortile, disse che gli dispiaceva per chi era rimasto vivo. Perché nel resto d’Italia gli intellettuali facevano a gara per entrare a servizio nelle corti signorili, mentre a Forlì un maestro di scuola prima di venire in città chiese un salvacondotto per potersene andare illeso dalla imprevedibile volontà di Caterina quando avesse voluto? È dunque possibile conoscere la vera storia di questo personaggio del quale si è imposta la leggenda?

Il libro di Paolo Cortesi si propone di tornare a leggere direttamente e completamente le cronache del XV secolo, facendo attenzione soprattutto agli episodi che, di solito, sono stati sbrigati con poche parole o, peggio, sono stati proprio ignorati. Lo scopo del saggio di divulgazione storica Crudelissima Virago è dunque un restauro biografico, rimuovendo gli strati di leggenda, di mito, di fantasia che hanno nascosto la realtà di Caterina Sforza, per fare tornare alla luce la sua autentica vicenda umana e storica. E senza omettere nulla.

Crudelissima Virago è un libro da leggere, non da studiare che riserverà molte sorprese soprattutto a chi crede di conoscere la storia della Signora di Forlì, storia che in realtà fu spesso l’opposto di quanto racconta la leggenda. Una donna crudele, spietata, incolta, il cui sciagurato dominio di Forlì ha avuto conseguenze tanto dannose quanto durature. È stata la donna sbagliata, nel tempo sbagliato, nel luogo (purtroppo per noi forlivesi) sbagliato.

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