La pieve di San Martino in Barisano è un’antica chiesa che sorge nell’omonima piccola frazione a circa 8 km dalla città di Forlì, un’area anticamente destinata all’insediamento dei veterani di Roma. Con molta probabilità l’antico edificio era in origine una villa romana: lo testimonia la presenza di un pavimento a mosaico databile V-VI secolo rinvenuto a circa 2 metri dall’attuale piano di calpestio. Il mosaico non rappresenta motivi religiosi. Durante il VI-VII secolo la bassa forlivese fu oggetto di un’importante organizzazione ecclesiastica e si può azzardare che l’abitazione fu trasformata in pieve tra il VII e l’VIII secolo. La struttura ad una sola navata confermerebbe come il luogo di culto sia stato costruito su un edificio preesistente, ricalcandone il perimetro. Le più antiche prove scritte della pieve provengo da due documenti anteriori all’anno Mille: uno del 20 settembre 947 e l’altro dell’anno 992. La chiesa attuale è di piccole dimensioni e presenta linee semplici, ma in precedenza si presentava più imponente e importante. Oggi si presenta a navata unica e ciò la rende di grande interesse considerando che le altre pievi ravennati del territorio sono tutte a tre navate.
Negli anni Ottanta del Novecento l’edificio fu sottoposto a profondi lavori di restauro che ne hanno modificato la facciata, riportandola a linee più consone alla sua origine. Sotto l’altare maggiore lo scavo archeologico ha portato alla luce la cripta del IX-X secolo, mentre alle pareti sono stati rinvenuti affreschi fra cui il trecentesco “San Martino a cavallo che dona il mantello” e un frammento della “Madonna con il Figlio”. La datazione delle opere d’arte risulta difficile a causa della condizione dei reperti pittorici.

Degli affreschi, che probabilmente ricoprivano tutto l’interno della chiesa, oggi rimangono solo poche distinte tracce che, variamente, si possono datare fra XI e XIII secolo. Ciò equivale a dichiararne l’assoluta importanza, trattandosi di rari reperti di pittura romanica, oltremodo eccezionali in area di dominio dello stile bizantino. Nel lacerto più ampio, si scorgono quattro figure umane, delle quali una è un Santo e le altre probabilmente figure di Sante. Un altro affresco, coevo ma più frammentario, rappresenta Cristo ed un Santo. Oltre a tali affreschi, durante i lavori di restauro sono emerse tracce di pitture sulla parete destra, raffigurante un Bambino Gesù, riconducibile all’arte locale del Quattrocento. Sulla parete di sinistra compare, sebbene molto lacunoso, la figura di San Martino a cavallo.
